Assegno di Inclusione 2026: Importo dimezzato da 500 euro a 250 euro! Scopri le novità di quest’anno

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Con l’inizio del nuovo anno, arrivano importanti novità per l’Assegno di inclusione 2026, la misura di contrasto alla povertà che dal 2024 ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. Da quest’anno arriva il dimezzamento dell’Assegno di inclusione, ossia la riduzione del 50% della prima mensilità dopo il rinnovo. Vediamo insieme in quest’articolo tutte le novità, come vengono modificati gli importi e come rinnovare l’ADI.

Assegno di Inclusione 2026: Cosa cambia da quest’anno?

La novità più rilevante introdotta dalla manovra riguarda la durata dell’Assegno di inclusione. Fino al 2025, l’ADI prevedeva:

  • un primo periodo di fruizione di 18 mesi;
  • la possibilità di un solo rinnovo di 12 mesi;
  • una sospensione obbligatoria di un mese tra un ciclo e l’altro.

Dal 2026 l’ADI diventa una misura senza una scadenza prefissata. Questo significa che il beneficio potrà essere rinnovato senza limiti temporali, purché il nucleo familiare continui a rispettare tutti i requisiti economici, patrimoniali e sociali previsti dalla normativa.

Tuttavia, resta il mese di pausa tra un periodo di fruizione e il successivo, necessario per verificare il mantenimento dei requisiti.

Addio al bonus da 500 euro

Un’altra novità importante riguarda il bonus straordinario da 500 euro, introdotto nel 2025 per compensare il mese di sospensione dell’assegno. La legge di Bilancio 2026 non conferma questo contributo, che quindi non sarà più riconosciuto.

Di fatto, per i nuclei che percepiscono l’ADI nel lungo periodo, si determina una riduzione del sostegno annuo complessivo, dovuta a due fattori:

  • la prima mensilità dimezzata dopo ogni rinnovo;
  • l’assenza del bonus compensativo.
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Assegno di inclusione 2026: Arriva il dimezzamento

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una delle modifiche più rilevanti dell’Assegno di inclusione, il dimezzamento della prima mensilità dopo il rinnovo del beneficio. La novità nasce con l’obiettivo di evitare il mese completamente senza sostegno previsto in passato, ma comporta comunque una riduzione dell’importo percepito per i beneficiari.

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Al termine di un periodo di fruizione dell’ADI, il rinnovo non prevede più una sospensione totale dell’assegno. Tuttavia, la prima mensilità del nuovo periodo viene pagata al 50% dell’importo ordinario, mentre dal mese successivo il pagamento torna pieno. 

Esempi di dimezzamento dell’ADI

Ecco alcuni esempi della nuova riforma:

  • Single senza reddito: assegno ordinario di 500 euro → primo mese dopo il rinnovo 250 euro.
  • Single con affitto: importo pieno di 780 euro → primo mese 390 euro.
  • Coppia senza reddito: assegno di 750–850 euro → primo mese 375–425 euro.
  • Famiglia con due figli: assegno di circa 1.000 euro → primo mese 500 euro.

Assegno di inclusione nel 2026: importi

Sul fronte degli importi, la manovra prevede il consueto adeguamento automatico all’inflazione, finalizzato a preservare il potere d’acquisto dell’assegno.  L’ADI continua a funzionare come integrazione al reddito familiare, fino a una soglia annua di riferimento calcolata tramite la scala di equivalenza. Gli importi variano in base a:

  • composizione del nucleo familiare;
  • reddito complessivo;
  • eventuale presenza di un contratto di locazione.
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Gli importi massimi di riferimento restano:

  • 500 euro mensili per un single senza reddito;
  • fino a 780 euro mensili in presenza di affitto (grazie al contributo per l’abitazione).

Come rinnovare l’Assegno di inclusione nel 2026?

Il rinnovo dell’ADI non è automatico, al termine di ogni periodo di fruizione, il beneficiario deve:

  • aggiornare l’ISEE;
  • confermare il possesso dei requisiti economici e patrimoniali;
  • rispettare gli obblighi previsti dal Patto di attivazione digitale e dai percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

Il rinnovo avviene tramite i canali INPS, con verifica dei dati e successiva riattivazione del beneficio.

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