La Busta paga di gennaio 2026 rappresenta un momento importante per i lavoratori dipendenti italiani, perché vengono applicate le misure previste dalla Manovra 2026. Alcune misure sono confermate dal 2025, altre sono invece novità assolute e iniziano a produrre effetti proprio dal nuovo anno. Vediamo insieme ogni singola misura, chiarendo chi ne beneficia, quanto ammonta e come viene applicata.
Busta paga di gennaio 2026: Lo sgravio contributivo confermato nel 2026
Anche nel 2026 viene confermato il meccanismo di riduzione del cuneo fiscale introdotto nel 2025. Non si tratta più di un taglio dei contributi previdenziali, ma di uno sgravio fiscale che assume la forma di trattamento integrativo o di maggiore detrazione Irpef, a seconda del reddito complessivo del lavoratore.
Trattamento integrativo per redditi fino a 20.000 euro
Per i lavoratori con reddito complessivo non superiore a 20.000 euro, il beneficio viene riconosciuto direttamente in busta paga sotto forma di somma aggiuntiva mensile.
Tabella – Sgravio fiscale 2026 per redditi fino a 20.000 euro
| Reddito annuo lordo | Percentuale applicata | Beneficio annuo stimato |
|---|---|---|
| Fino a 8.500 € | 7,1% | fino a 603 € |
| 8.501 – 15.000 € | 5,3% | fino a 795 € |
| 15.001 – 20.000 € | 4,8% | fino a 960 € |
A questo importo si somma, per chi ha un reddito fino a 15.000 euro, anche il bonus Renzi da 100 euro mensili, che resta pienamente operativo nel 2026.

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Maggiori detrazioni Irpef tra 20.000 e 40.000 euro
Superata la soglia dei 20.000 euro, lo sgravio non viene più riconosciuto come somma diretta in busta paga, ma come detrazione Irpef. Ecco la tabella degli importi:
| Reddito complessivo annuo | Detrazione annua |
|---|---|
| 20.001 – 32.000 € | 1.000 € pieni |
| 32.001 – 40.000 € | Decrescente fino a 0 € |
| Oltre 40.000 € | Nessun beneficio |
La detrazione si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito complessivo.
Sgravio contributivo per chi rinvia la pensione
Confermata anche nel 2026 la misura rivolta ai lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata ma scelgono di restare in servizio. In questo caso, il beneficio consiste nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, pari al 9,19% nel settore privato.
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Esempio pratico:
| Stipendio lordo mensile | Contributi non versati | Aumento netto stimato |
|---|---|---|
| 1.800 € | ~165 € | ~90–100 € |
| 2.000 € | ~184 € | ~105–115 € |
| 2.500 € | ~230 € | ~135–145 € |
Nel 2026 la misura riguarda esclusivamente chi rinuncia alla pensione anticipata ordinaria, poiché Quota 103 non è più in vigore.
Il taglio dell’Irpef
La vera novità della busta paga 2026 è il taglio dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per il secondo scaglione di reddito, quello compreso tra 28.000 e 50.000 euro annui.
| Reddito annuo | Risparmio annuo | Risparmio mensile |
|---|---|---|
| 30.000 € | 40 € | 3 € |
| 35.000 € | 140 € | 11 € |
| 40.000 € | 240 € | 18 € |
| 45.000 € | 340 € | 26 € |
| 50.000 € | 440 € | 34 € |
Detassazione del salario accessorio: turni, notti e festivi

Dal 2026 entra in vigore la flat tax al 15% su alcune voci della retribuzione variabile, tra cui:
- maggiorazioni per lavoro notturno (00:00–5:00);
- lavoro festivo e nei giorni di riposo;
- indennità di turno;
- emolumenti legati al lavoro a turni.
L’imposta sostitutiva include Irpef e addizionali regionali e comunali.
Tabella: Quanto vale il vantaggio fiscale sulla detassazione del salario accessorio
| Scaglione Irpef ordinario | Tassazione ordinaria | Flat tax 15% | Risparmio su 1.000 € |
|---|---|---|---|
| 23% | 230 € | 150 € | 80 € |
| 33% | 330 € | 150 € | 180 € |
| 35% | 350 € | 150 € | 200 € |
