Con la Legge di Bilancio 2026 è cambiata la metodologia del Rinnovo dell’ADI, la principale misura di sostegno economico per i nuclei familiari in difficoltà, introdotta per contrastare la povertà e favorire l’inclusione sociale e lavorativa. Vediamo insieme in questo articolo i cambiamenti e le novità introdotte.
ADI novità 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha modificato le regole del rinnovo con l’obiettivo di garantire maggiore continuità del sostegno economico alle famiglie. In particolare è stato eliminato il mese di sospensione che in precedenza separava la fine dei primi 18 mesi dal rinnovo, consentendo così una prosecuzione senza interruzioni se si presenta la domanda nei tempi previsti.
Tuttavia, per compensare questa maggiore continuità, la prima mensilità del nuovo ciclo viene riconosciuta solo al 50% dell’importo spettante, mentre dalla seconda mensilità si torna al valore pieno. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che questa modifica punta a rendere più stabile il sostegno pur contenendo la spesa pubblica.
Mese di pausa: c’è o no?
Una delle domande più frequenti riguarda la famosa “pausa” tra un ciclo e l’altro. Dal 2026 la sospensione obbligatoria di un mese è stata abolita, chi termina i primi 18 mesi può rinnovare senza restare scoperto, a patto di mantenere i requisiti e presentare la domanda.

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Cosa succede il primo mese dopo il Rinnovo dell’ADI?
Nel primo mese dopo il rinnovo l’importo dell’ADI viene riconosciuto in misura dimezzata. Questo vale per tutti i beneficiari e solo per una mensilità, dal mese successivo il pagamento torna pieno e prosegue regolarmente per i 12 mesi previsti dal nuovo ciclo. Quindi, nell’arco dell’anno di rinnovo si ricevono 11 mensilità complete più una mensilità al 50%.
Rinnovo presentato durante il 18° mese
Se presenti la domanda di rinnovo mentre stai ancora percependo l’ultima mensilità del ciclo iniziale, la procedura è più facile Continui a ricevere l’ultima ricarica normale, poi nel mese successivo arriva la prima mensilità del rinnovo al 50% e successivamente il pagamento pieno a fine mese che avvia il nuovo ciclo.
Rinnovo presentato dopo la fine dei 18 mesi
Se invece presenti la domanda nel mese successivo alla fine del ciclo, potresti aver già trascorso un periodo senza ricariche. In questo caso nel mese successivo alla domanda possono arrivare due accrediti, uno a metà mese pari al 50% (relativo al mese di presentazione) e uno a fine mese con l’importo pieno del nuovo ciclo. Questo meccanismo serve ad attenuare l’impatto del mese senza assegno e a riallineare il calendario dei pagamenti.
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Perché è stata introdotta la mensilità dimezzata?
La riduzione del primo mese serve a bilanciare i costi della misura dopo l’eliminazione del mese di stop. In questo modo lo Stato garantisce continuità del reddito senza aumentare eccessivamente la spesa pubblica, mantenendo comunque la tutela per i nuclei più fragili.

Come rinnovare l’Assegno di Inclusione nel 2026?
Per rinnovare l’Assegno di Inclusione è necessario presentare una nuova domanda all’INPS seguendo la stessa procedura prevista per la richiesta iniziale, verificando prima di tutto di possedere ancora tutti i requisiti economici e familiari richiesti. L’elemento fondamentale è avere un ISEE aggiornato, perché l’indicatore scade ogni anno e senza una DSU valida il beneficio può essere sospeso o bloccato.
Ecco i passaggi da seguire:
- Accedere al portale INPS tramite credenziali digitali come SPID, CIE o CNS per compilare la domanda online.
- Presentare la richiesta tramite patronato o CAF, ad esempio tramite un CAF, se si preferisce ricevere assistenza nella compilazione.
- Verificare lo stato della pratica nell’area personale per controllare eventuali richieste di integrazione documenti o comunicazioni dell’Istituto.
- Comunicare eventuali variazioni di reddito, lavoro o composizione familiare, perché il mantenimento dei requisiti è essenziale per l’erogazione.
