Importo Assegno Unico 2026: Arriva l’aumento e gli arretrati! Scopri le novità

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Il 2026 porta alcune novità importanti per le famiglie che ricevono l’Assegno unico e universale per i figli a carico. A partire dal mese di marzo, infatti, l’importo Assegno Unico 2026 viene ricalcolato sulla base del nuovo ISEE aggiornato. Questo significa che chi non presenta la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) aggiornata rischia di ricevere solo l’importo minimo previsto dalla misura.

Vediamo Insieme in questo articolo come cambiano gli importi dell’assegno unico nel 2026, quali sono le scadenze da rispettare e come presentare correttamente la DSU.

Novità Assegno unico 2026

La principale novità del 2026 riguarda l’adeguamento degli importi e delle soglie ISEE. Come ogni anno, infatti, il valore dell’assegno viene rivalutato in base all’andamento dell’inflazione e al costo della vita. Per il 2026 l’INPS ha stabilito un aumento medio degli importi pari a circa l’1,4%, con aggiornamento delle fasce ISEE utilizzate per il calcolo del beneficio. 

Un altro cambiamento riguarda proprio l’utilizzo dell’ISEE aggiornato:

  • da marzo 2026 l’assegno viene calcolato con il nuovo ISEE;
  • senza un ISEE valido, l’INPS eroga automaticamente l’importo minimo previsto.

Per questo motivo è fondamentale aggiornare il proprio ISEE tramite la DSU.

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Importo Assegno unico 2026: come cambia

L’importo dell’assegno unico dipende principalmente dal valore dell’ISEE del nucleo familiare e dal numero di figli a carico. Nel 2026 gli importi per ogni figlio minorenne variano:

  • fino a circa 203,80 euro al mese per famiglie con ISEE fino a circa 17.468 euro;
  • circa 58,30 euro al mese per chi ha un ISEE superiore a 46.582 euro o non presenta l’ISEE. (inca.it)

Tra queste due soglie l’importo diminuisce gradualmente in base alle fasce di reddito. Questo significa che le famiglie con ISEE più basso continuano a ricevere l’importo massimo, mentre quelle con redditi più alti ricevono un contributo ridotto.

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Maggiorazioni previste

Oltre all’importo base, l’assegno unico prevede alcune maggiorazioni che aumentano la cifra finale. Tra le principali maggiorazioni previste nel 2026 ci sono:

  • aumenti per figli con disabilità;
  • maggiorazione per famiglie con più di due figli;
  • incremento per madri con meno di 21 anni;
  • bonus per il secondo percettore di reddito.

In alcuni casi sono previsti anche aumenti temporanei, ad esempio per i bambini sotto un anno o per le famiglie numerose.

Pagamento di marzo e arretrati

Il pagamento del mese di marzo è uno dei più importanti per i beneficiari dell’AUU. I pagamenti generalmente arrivano intorno al 19 e 20 del mese, come stabilito dal calendario dell’INPS. Nello stesso periodo possono essere accreditati anche gli arretrati, cioè le somme dovute per l’adeguamento degli importi relativi ai mesi precedenti.

Se il nuovo ISEE viene presentato dopo l’inizio dell’anno, l’INPS ricalcola l’importo spettante e versa la differenza maturata.

Scadenza del 28 febbraio

Una delle date più importanti da ricordare è il 28 febbraio 2026. Chi ha presentato la DSU entro questa data riceve direttamente da marzo l’importo corretto dell’assegno unico calcolato sul nuovo ISEE.

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Scadenza del 30 giugno per recuperare gli arretrati

Chi non è riuscito ad aggiornare l’ISEE entro febbraio non perde comunque il diritto all’assegno. Se la DSU viene presentata entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcolerà gli importi e riconoscerà gli arretrati a partire dal mese di marzo. Dopo questa data, invece, non sarà più possibile recuperare le somme non ricevute nei mesi precedenti.

Cosa succede senza ISEE aggiornato?

Se non viene presentato un ISEE valido, l’assegno unico continua comunque a essere pagato, ma solo nella versione minima:

  • l’importo per ogni figlio minorenne scende a circa 58 euro al mese;
  • l’importo corretto verrà riconosciuto solo dopo l’aggiornamento dell’ISEE. 

Per questo motivo è sempre consigliabile aggiornare la DSU il prima possibile.

Come presentare la DSU?

La Dichiarazione sostitutiva unica può essere presentata in diversi modi:

  1. tramite il sito dell’INPS utilizzando SPID, CIE o CNS;
  2. tramite CAF o patronati;
  3. utilizzando la DSU precompilata disponibile online.

Per compilare la dichiarazione sono necessari diversi dati, tra cui:

  • redditi del nucleo familiare;
  • patrimonio immobiliare e mobiliare;
  • composizione della famiglia;
  • dati fiscali relativi all’anno precedente.

Una volta inviata la DSU, l’INPS calcola automaticamente il valore dell’ISEE.

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